Piccolo perciforme appartenente alla famiglia dei Cichlidae, proveniente in origine dall'Africa centrale: sponde sud-orientali del Lago Tanganica, nelle località Kipili, Karenge, Mvuna, Ulwile, Capo Mpimbwe, in
Tanzania; attualmente è raramente allevato per l'acquariologia.
Pesce dalla forma molto particolare ed inconfondibile: il corpo è fusiforme, molto allungato, appena compresso lateralmente; la testa è piccola ed appuntita; gli occhi sono relativamente grandi; davanti agli occhi vi è
una coppia di narici, con funzione olfattiva; la bocca, grande e con le labbra particolarmente carnose, è in posizione terminale; la mandibola è più corta della mascella superiore cosicchè la fronte assume un aspetto spiovente;
l'opercolo branchiale è dotata di un pre-opercolo articolato; il peduncolo caudale è corto e quasi indistinguibile.
La pinna dorsale, di forma trapezoidale, è sostenuta da 21 / 23 spine rigide e da 5 / 7 raggi molli ramificati all'estremita; le spine rigide non sono completamente unite le une alle altre e danno alla pinna un aspetto seghettato;
la pinna dorsale termina con un lungo lobo, dall'apice appuntito che sfiora la pinna caudale; la pinna caudale, dalla larga forma a delta, ha il margine distale fortemente arrotondato; la pinna anale, sostenuta da 6 / 8 spine rigide e da 5 / 7 raggi
molli ramificati, si estende su tutta la parte posteriore del ventre e termina con un lungo lobo, dall'apice appuntito che arriva a sfiorare la pinna caudale; le pinne ventrali, falciformi e poste poco più indietro dell'inizio della pinna
dorsale, sono molto sviluppate in altezza ed hanno l'apice appuntito; le pinne pettorali hanno una larga forma trapezoidale e sono poste poco al di sotto della linea mediana.
La livrea è molto colorata, di un color giallo oro, brillante; il fianco è percorso da due bande orizzontali, di color marrone scuro o nero; sul dorso è presente una terza banda che si estende dalla nuca fino a circa a metà schiena,
alla base della pinna dorsale; una piccola barra scura, leggermente irregolare, corre dall'angolo della bocca, attraverso l'opercolo branchiale, fino alla base della pinna pettorale, ma la parte oltre l'opercolo è spesso sbiadita o mancante; la
pinna dorsale e quella caudale sono di colore scuro, marrone o nero, coperte di puntini chiari disposti su una o 2 file longitudinali mentre il margine distale è percorso da una spessa riga azzurra orlate esternamente di nero; le pinne ventrali
sono di color giallo con i margini di color azzurro; le pinne pettorali sono semi-trasparenti con intense sfumature di color giallo.
Pesce molto robusto ma territoriale ed abbastanza aggressivo, sia verso i suoi simili che verso le altre specie; conviene allevarlo in coppia in un acquario dedicato oppure con pesci, altrettanto robusti, in un grosso acquario
di comunità; necesita di una vasca arredata con molte rocce e legni di torbiera, disposte a formare numerose grotte ed anfratti, e poche piante molto robuste.
Non ha particolari esigenze per quanto riguarda i valori chimici dell'acqua che deve essere solo ben filtrata ed ossigenata, meglio se tramite un
Filtro Esterno pressurizzato con la portata oraria di almeno due volte la capacità dell'acquario; si consiglia anche di effettuare
regolarmente dei cambi parziali preceduti da una scrupolosa sifonatura del fondo per raccogliere i residui più grandi.
Per ottimizzare l'ambiente si possono utilizzare gli appositi Integratori Salini per i Ciclidi del Malawi che si
trovano normalmente in commercio.
Prettamente carnivoro, in natura si ciba di piccoli invertebrati, insetti, vermi, crostacei, molluschi, uova di pesce che trova nelle alghe che ricoprono le rocce; in acquario preferisce mangimi surgelati di piccole dimensioni,
artemie o meglio chironomus; accetta anche Mangime Liofilizzato oppure secco in micro granuli o in scaglie; si possono somministrare anche mangimi vegetali come le apposite sfoglie di alghe liofilizzate oppure rotelle di banana e
foglie di lattuga.
La riproduzione è possibile anche in un acquario di comunità ma è meglio predisporre un acquario solo per la riproduzione; il maschio si distingue dalla femmina per la colorazione più intensa e le pinne dorsale ed anale più
appuntite, è comunque meglio far formare una coppia affiatata entro un gruppo di cinque, sei giovani individui.
La coppia sceglie una caverna o un anfratto come nido che difenderanno assiduamente dagli altri pesci presenti nelle vicinanze; quando è giunto il momento la femmina depone le uova sulla volta della caverna ed il maschi le
feconda; dopo la deposizione la femmina si prende cura delle uova, areandole con le pinne e pulendole mentre il maschio sorveglia i dintorni della tana; le uova si schiudono in due, tre giorni; dopo una settimana circa i piccoli hanno
riassorbito il sacco vitellino e nuotano liberamente nella vasca, controllati attentamente da entrambi i genitori; a questo punto possono essere nutriti con naupli di artemia salina fatti schiudere all'uopo.
Le deposizioni si ripetono regolarmente, a distanza di qualche settimana l'una dall'altra, e i piccoli, in vari stati di crescita, convivono tutti insieme, curati dai genitori, sino a quando raggiungono una taglia di un paio
di centimetri.
E' una specie molto adatta ad un piccolo acquario curato da un appassionato neofita.